• trevisan dr. gherardo
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Lo spazzolino deve avere setole arrotondate, di una durezza media (per la maggior parte dei pazienti, a meno che l’odontoiatra non consigli una durezza particolare) e della grandezza giusta per poter raggiungere agevolmente tutte le superfici dei denti. Uno spazzolino consumato, con le setole aperte e non piu' elastiche, non solo non svolgera' più la sua funzione ma potrà anche danneggiare i tessuti molli. Per questo motivo dovrebbe essere sostituito ogni 2 – 3 mesi o comunque non appena le setole iniziano a piegarsi e a consumarsi. Per capire dove la placca si accumula piu' facilmente e dove non passiamo con il filo interdentale e con lo spazzolino, sono utili le compresse rilevatrici di placca, che messe in bocca e lasciate sciogliere indicheranno con un colore piu' scuro dove e’ necessaria una maggiore meticolosità nell’igiene.

spazzolini da denti
Come si usa lo spazzolino e il filo interdentale...

- Posizionare lo spazzolino con un angolo di 45° rispetto al dente e con le setole all’interno del solco gengivale;
- eseguire movimenti minimi in avanti e indietro in modo da pulire uno o al massimo due denti per volta, togliendo dal solco e portando verso la superficie masticatoria del dente;
- eseguire questo movimento su tutte le superfici dentali, mentre sulla superficie verso la lingua e il palato dei denti anteriori posizionare lo spazzolino in posizione verticale;
- applicare una forza minima per evitare danni da spazzolamento come le abrasioni sulla superficie esterna di tutti i denti, mentre e’ possibile spazzolare piu' energicamente sulle superfici masticatorie dei denti.
Come si usa il filo interdentale?
Utilizzare il filo interdentale e’ di fondamentale importanza proprio nella zona dove spesso iniziano i processi cariosi e i disturbi gengivali.
- Tagliare circa 50 cm di filo interdentale (cerato o non cerato) ed arrotolarlo a ciascun dito medio. Tenere il filo teso e muoverlo in base alle necessita' impugnandolo tra indice e pollice;
- quando il file raggiunge la curva gengivale abbracciare con il filo stesso un dente per volta e portare via l’accumulo di placca con un movimento verso la superficie masticatoria;
- ripetere la procedura per ogni spazio interdentale e anche per la parete posteriore dell’ultimo dente;

impianto dentale

Che cos'e’ l'impianto e a cosa serve??

L'impianto e’ una vite in titanio (lo stesso che si utilizza per le protesi ortopediche quali anca, spalla, ginocchio o come strumento di fissazione rigida in caso di fratture gravi) che puo' avere diverse forme e dimensioni, scelte dall’odontoiatra in base alle caratteristiche del paziente ed al risultato che si vuole ottenere. Sostituire i denti che non e’ piu' possibile mantenere nel cavo orale con impianti osteointegrati ha permesso di riabilitare la masticazione con protesi fisse anche nei pazienti che sarebbero stati destinati alla protesi mobile, totale o parziale. Nei casi in cui i pazienti siano edentuli ma ancora con sufficiente tessuto osseo in determinate zone dell’osso mascellare e della mandibola, si possono programmare due o piu' impianti che trasformeranno la protesi mobile totale (meglio conosciuta come “dentiera”) in una protesi mobile ma con degli attacchi che ne aumentano notevolmente il comfort e la funzionalità durante la masticazione. Prima di programmare un intervento che e’ a tutti gli effetti un atto chirurgico, sono necessari alcuni esami strumentali che sono di aiuto per l’operatore. Una ortopanoramica e le radiografie endorali della zona che dovrà essere sottoposta ad intervento sono esami utilissimi, facili e veloci da eseguire. In molti casi pero', sono necessari altri esami piu' specifici per il cavo orale) e le ricostruzioni tridimensionali della zona che verra' sottoposta ad intervento. Infatti spesso l’ortopanoramica e le endorali non ci danno informazioni accurate sulla posizione di molteplici strutture anatomiche nobili, quali il canale mandibolare che ospita l’omonimo fascio vascolo nervoso, il seno mascellare, i fori mentonieri e altre strutture. Inoltre la radiologia classica non ci permette di visualizzare le tre dimensioni, quindi lo spessore delle strutture in cui andiamo a lavorare. Per questo motivo e’ necessaria la tomografia. Ovviamente non si tratta di un esame radiografico di routine, percio' va prescritto esclusivamente in caso di necessita'.

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